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1 ago / arpetti

Jonathan Arpetti, autore di I LOVE JU (il romanzo d’amore sulla Juventus), intervista Marcello Chirico

Com’è nata la tua passione per la Juve?

Ascoltando i racconti di mio padre. Mi parlava di Sivori e di Charles quasi fossero delle divinità del calcio, delle mirabilie che facevano i campo, e soprattutto di quanto forte fosse quella Juve. E siccome i padri hanno un ascendente pazzesco sui figli maschi, mi convinsi che la Juventus fosse davvero la squadra più forte del mondo. Perché altrimenti papà avrebbe tenuto per qualcun’ altro.

Qual’è la vittoria che ricordi più volentieri?

La finale di Champions del ’96, a Roma. C’ero. Aspettavo da troppi anni una consacrazione definitiva in Europa, dopo essermi sentito dire che l’unica Coppa Campioni vinta fino a allora non valeva niente perché sporcata dal sangue dei nostri caduti all’Heysel. Quella notte ci prendemmo tutti la nostra più grande rivincita, vincendo contro un’Ajax spaziale.

E la sconfitta che invece vorresti dimenticare?

Tutte le finali di Coppa perse. Troppe, per una squadra che si chiama Juventus. Dalla tragica notte di Atene del’83  a quelle di Monaco di Baviera, Amsterdam, Manchester. Tutte finali in cui incontrammo squadre più deboli di noi. Come minimo, nella nostra bacheca dovremo averne 5 di Champions, e invece solo 2. Non va bene.

Giacomo, il protagonista del romanzo I LOVE JU, per la sua Juve farebbe di tutto, tu invece cosa non faresti per la vecchia signora?

Mi sembra già di fare la mia parte, difendendola contro tutto e tutti in televisione.  Soprattutto quando l’argomento è Calciopoli e mi trovo a doverne parlare con gente che nega persino l’evidenza (le telefonate di Facchetti).

Nel libro il giocatore più citato e osannato è Dal Piero… qual’è invece il giocatore a cui tu sei più legato?

Per me non esiste “un” giocatore, esiste la Juventus. Quindi di giocatori-simbolo ne ricordo tanti, tutti importanti. Da Platini a Bettega, da Anastasi a Scirea, da Vialli a Ferrara, da Del Piero a Nedved. E potrei citarne tantissimi altri.

Un motivo per leggere I LOVE JU?

Perché ti tiene incollato fino all’ultima pagina per capire se Giacomo riuscirà a vedersi quello Juve–Real  Madrid senza litigare con Julia.

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